mercoledì 28 marzo 2012

L'intraducibile saudade

Post dedicato ad Antonio Tabucchi, morto tre giorni fa, autore di "Sostiene Pereira" il primo libro che lessi con piacere anche se era un compito a casa. Lui grande amante del Portogallo, tentò di tradurre spiegare in italiano la parola saudade.
La Saudade ([sawˈdadɨ] portoghese) è un termine che indica una forma di malinconia, un sentimento affine alla nostalgia. In alcune accezioni la saudade è una specie di ricordo nostalgico, affettivo di un bene speciale che è assente, accompagnato da un desiderio di riviverlo o di possederlo. In molti casi una dimensione quasi mistica, come accettazione del passato e fede nel futuro.
La parola è l'unica utilizzata per designare tutte le varianti di questo sentimento. In tal senso è spesso considerata intraducibile in altre lingue. Saudade può essere comunque tradotta, approssimativamente, anche come struggimento, tristezza di un ricordo felice. Antonio Tabucchi, da raffinato conoscitore della lingua e cultura portoghese, spiega la Saudade come un senso di nostalgia tanto legato al ricordo del passato quanto alla speranza verso il futuro e propone come traduzione il dantismo disìo, come compare nel canto VIII del Purgatorio:
« Era già l'ora che volge il disìo
ai navicanti e 'ntenerisce il corelo 
dì c'han detto ai dolci amici addio »
(Dante Alighieri, Divina commedia: Purgatorio)

L'uso del termine ha probabilmente origine all'epoca del colonialismo portoghese, quando iniziò ad essere usata per definire la solitudine dei portoghesi in una terra estranea, lontani dai loro cari.
Si può avere saudade di molte cose:
  • di qualcuno che non c'è più,
  • di qualcuno che amiamo e che è lontano o è assente,
  • di un caro amico,
  • di qualcuno o qualcosa che non si vede da tantissimo tempo,
  • di qualcuno con cui non parliamo da molto tempo,
  • di un luogo caro (la patria, il proprio paese, la propria casa),
  • di un cibo,
  • di situazioni,
  • di un amore.
  • di un qualcosa che hai nel momento che la senti ma che sai che in futuro lo perderai.
L'espressione matar a saudade (o matar saudades) è utilizzata per esprimere la scomparsa di questo sentimento, ad esempio, ricordando, parlando di un fatto passato, reincontrando una persona, rivedendo un luogo o rivivendo una situazione.

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