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mercoledì 2 gennaio 2013

Top10 - I propositi che anche quest'anno non manterremo

Con l'arrivo del nuovo anno si moltiplicano le promesse. Giuriamo a noi stessi di tutto e di più... Già ma poi...

10 - Mi organizzo un Capodanno più divertente
Saremo appena usciti con le ossa rotte dall'ennesimo Capodanno, dimenticandoci, come ogni anno, che l’obbligo di divertirsi a Capodanno è il principale motivo per cui non ci si diverte a Capodanno.
Ma l’anno prossimo No.
Il Capodanno prossimo sarà il Capodanno della vita...

9 - Vita culturale 
A fine anno, tra i mille bilanci, si tirano anche le somme dei film visti, dei libri letti, delle mostre a cui si ha partecipato. 
Lentamente salgono i sensi di colpa e si risvegliano gli istinti di intellettualismo. In un attimo già fantastichiamo su un anno di toppe sui gomiti e deliranti dissertazioni sull'espressionismo o sulla nouvelle vague: la cultura deve tornare al potere.

8 - Tagliare i rami secchi
All'alba del primo Gennaio, in piena estasi da rinnovo di energie riflessione importante.
Chi mi urta? Non voglio più vederlo!
I celebri rami secchi costituiscono uno dei punti cardine del movimento di rinnovamento e valorizzazione dell’io calato nel giorno 1 di Gennaio.
Repulisti, tabula rasa. Tutto sarà nuovo. Tutto sarà stimolante. Tutto sarà verde.

7 - La vita sana 
Bere e fumare: rovinarmi.
Ok quest’anno è andato così.
L’anno prima è andato così.
L’anno prima ancora è andato ancora così. Ma stavolta è diverso.
Con i soldi che ho speso in Gin Tonic potevo creare un milione di nuovi posti di lavoro. Risparmierò. Mi riequilibrerò. Sarò il nuovo Mario Monti.

6 - Inizio a studiare seriamente 
Anche quest’anno Settembre è arrivato dopo l’estate, quindi stendiamo un velo pietoso sulla resa della sessione d’esami. C’è quella di Dicembre! 
Eh, Dicembre... Dicembre ha la scusa pronta: lezioni appena finite, poco tempo per studiare.
Per fortuna c’è Gennaio, col suo carico di promesse e la sua benedetta sessione. Allora toccherà rimboccarsi le maniche, a testa china sui libri, e fioccheranno i 30.

5 - Andare a dormire presto la sera
Mi voglio sentire riposato, non voglio avere gli occhi sporchi di sonno, tutte le mattine, di tutti i giorni, di tutta la settimana. Vita sana, basta con le maratone notturne, basta con questa appiccicosa insonnia che mi ammazza le giornate.
Dormirò 8 ore a notte.
Anzi 9. Anzi 10.
E se mi va anche 11.
Lo diceva anche Pascal, la felicità vera è nel riposo e non nel trambusto.

4 - Le sparate estemporanee 
Tatuaggio!
Ma poi sapete che vi dico? Io vado a vivere a Berlino.
È quello il centro del mondo ormai.
E prima di andare mi compro un furgoncino Volkswagen.
E inizio a scrivere un romanzo.
Sì, scrivo un romanzo.
O una sceneggiatura. Faccio un film.

3 - Palestra 
E siamo al nuovo anno. Un anno in più per ‘sto mondo e un anno in più anche per noi.
L’ennesima “primavera” comincia in inverno, ci poniamo obiettivi e ci ricordiamo di quel rotolino che da tempo trattiamo come polvere sotto il tappeto.
Mi iscrivo in palestra.
Ah, riapre il 3? Mmm... poi è subito Domenica. Facciamo Lunedì prossimo.
Ed ecco che accumuliamo subito la prima scoria che ci accompagnerà tutto l’anno, ogni maledetto lunedì.

2 - Dieta 
Gli ultimi sette giorni dell’anno sono una delle più goduriose e tragiche maratone alimentari a cui un essere umano deve sottoporsi. Facile, anzi MA TE MA TI CO, essere travolti dai sensi di colpa. Il punto è che quella settimana arriva sempre dopo gli altri trecentocinquantotto giorni di ingordigia incontrollata. Se è stato bisestile sono addirittura trecentocinquantanove.
Le nostre pance si gonfiano, i culi si ingrossano e le facce diventano grosse come mongolfiere. Basta dolci, basta fritture, basta schifezze di ogni genere. BASTA, “Da Gennaio cambio vita”.

1 - La smetto di fare propositi per il nuovo anno
Ci toccherebbe smetterla. È il proposito principe.
La vita va, anche se noi cerchiamo di organizzarla. Diventeremo più grassi o più magri, più belli o più brutti, saremo felici o infelici, non possiamo saperlo, non vogliamo saperlo... Perché, come un famoso aforisma insegna, Spesso s'incontra il proprio destino nella via che s'era presa per evitarlo.
E allora “buon 2013”. Qualunque esso sia!

lunedì 19 novembre 2012

Top10 - I momenti in cui mangiamo come se non ci fosse un domani

Foto casuale, in un giorno casuale.
Pance piene, pance vuote. Sempre a dieta tranne quando ce lo dimentichiamo. Errore, fatale errore.

10 - La "fame chimica"
In alcool e in botta, il Sabato notte dentro il nostro stomaco può entrare/ nel giro di qualche minuto/ un panino wurstel e crauti e una brioche al cioccolato, anche in ordine inverso.
Rimane uno dei più grossi piaceri della vita.


9 - All'aperitivo 
Fanculo, con quello che si fanno pagare uno spritz o una media, il minimo è trasformarsi in predoni. Ovviamente affamati.

8 - Mangiare biscotti a metà 
Mangiare mezzo biscotto alla volta ci assolve psicologicamente dai nostri peccati.
Peccato che mangiare 46 mezzi abbracci o 23 abbracci interi non faccia differenza.

7 - Lo spuntino notturno 
Per chi se la fosse persa, a questo evento mitico, capace di distruggere in pochi minuti, settimane di dieta. Della serie "Non Resistere"/ "Non Resistere"/ "Non Resistere".

6 - Il post-corsa
Perché in fondo te lo sei meritato. Hai sgambettato. Non sei mica stato sul divano a guardare la tv!
E si finisce a mandare giù il triplo delle calorie bruciate. Da vero atleta.

5 - Quando ti fidanzi
La tua dolce metà non fa altro che ingozzarti.
Tu, che da quando hai aggiornato lo status relazionale su Facebook hai smesso di lottare e ti consideri arrivato, ci caschi! Sciocco. Ti lascerà. Dopo averti reso pingue e rubicondo pianterà te e il tuo pancione.
Dicendoti che oltretutto sei ingrassato.

4 - Il giorno che precede una dieta 
È il giorno in cui tutto ti è concesso. Il giorno prima del “giorno di dolore che uno ha”. The day before è qualcosa di molto simile all’ultimo pasto di un condannato a morte.
Mangi tutto quello che ti capita a tiro, più trasuda grasso meglio è. La dieta va iniziata senza rimpianti. E con la pancia piena, anzi pienissima. Oltre.

3 - Menù a prezzo fisso/all you can eat 
L’equazione lineare: Spendo 15euro? Ho l’obbligo morale di consumare per 150€. Tutto quello che può stare dentro di me ce lo faccio stare.
Che bello essere un bidone.

2 - La domenica con i parenti 
Ingozzamento coatto. Quando c’è il raduno del parentado non ci si può esimere.
Bisogna mangiare tutto e garantire il bis ad ogni portata. Si mangia per far felici gli altri, assecondando un incontestabile diktat materno: “Se non mangi poi si offendono”.
Da questi raduni infiniti nasce il 90% di promesse di “diete del Lunedì”.

1 - Il grigliatone con gli amici
Fra cibo e alcool durante una “spensierata” grigliata con gli amici mangiamo ciò che normalmente ingeriamo in una settimana, senza accorgercene.
Ore 10.48 | Primo hamburger
Ore 15.07 | Salta il bottone dei pantaloni (i più esperti arrivano in tuta)
Ore 19.32 | L’ombelico esce in fuori e la nausea prende il sopravvento.
Ma la fine delle ostilità arriverà soltanto alle 21.15 con l’ultima, fredda, inspiegabilmente irresistibile, salamella avanzata.

giovedì 25 ottobre 2012

Top10 - Le domande più stronze che ti faranno sui tuoi tatuaggi

Si dice che è una moda, come se fosse un cosa recente: già gli egiziani, i cinesi, i maori e i polinesiani si tatuavano, chi per un motivo chi per un altro.
Si dice che i tatuaggi devono essere dispari, altrimenti porta sfiga.
Si dice che il tattoo deve avere per forza un significato profondo: non può essere un semplice decoro estetico, come un quadro su una parete o un adesivo su una macchina.
Si considerano "poco affidabili" sul lavoro le persone che hanno tatuaggi.
I tatuati sono delle fashion-victims (vittime della moda), rischiano di prendersi delle malattie infettive, di certo si pentiranno, e quando saranno vecchi il disegno sarà storpiato dalle rughe. 
Ma andate a farvi fottere.

10 - Ah, ti piacciono i tatuaggi. E quindi che giri hai?
Ho i tatuaggi quindi in primis mi drogo. Pesantemente.Poi esco con una banda di malavitosi con cui derubo le vecchiette, maltratto i cani e mi diverto a vandalizzare le macchine.Faccio collezione di malattie sessualmente trasmissibili, estorco denaro ai miei genitori e sono solita fare un paio di vacanze l'anno nelle carceri della mia città.
Son più normale di te che tatuaggi non ne hai, ma la sera dai la buonanotte ai tuoi figli e poi vai a trans.

9 - Chissà che fatica curarli, eh?
No dai, stai scherzando. E che fatica è?
Dai cazzo, che la tua ragazza quando esce dalla doccia ci impiega 4 ore a mettersi su creme, cremine, lozioni ed intrugli x la cellulite, la pelle secca, la pelle chiara, le smagliature, i brilluccichini, e chiedi A ME se ci metto tanto a curarli? Che se anche mi lavassi col detersivo dei piatti non succederebbe niente. Mavvacagà.

8 - Ma non sono un po' troppi?
Davvero? Dici che sono troppi? Cazzo, prepara la grattugia che ne scartavetriamo via un po' così che possano rientrare in un numero confacente a quello dei tuoi neuroni e tu possa esserne soddisfatto.

7 - E come farai a trovarti un lavoro?
Certo. Ovvio. Chiaro. L'ho messo anche sul curriculum, guarda.
“Sono tatuato e quindi sono un delinquente. Il peggiore. Se mai mi assumerete, sappiate che non sarò mai in grado di svolgere decentemente il mio lavoro, fumerò al cesso, ruberò le matite, appiccicherò le caccole sotto la scrivania e mi fotocopierò le chiappe a tutto spiano, facendo fallire la vostra misera azienda.”

6 - E i tuoi genitori, cosa dicono?
Eh, guarda non saprei dirti. Mio padre mi ha disconosciuta e mia madre si è chiusa in convento. Ora vivo con una muta di cani randagi. Dovresti chiedere a loro.

5 - : E se fosse scritto sbagliato? (Guardando un tatuaggio in un carattere non latino)
Adesso, sarebbe normale pensare che chi chiede una cosa così, non sia sano di mente. Perchè altrimenti saprebbe che uno, prima di marchiarsi a vita, magari si è un attimino documentato.
Ciò nonostante, è statisticamente comprovato che 9 scritte straniere su 10 sono state tatuate in modo sbagliato, bhè....se mai mi ritroverò come Penny, con scritto “zuppa” sulla chiappa anziché “coraggio”, sarà un aneddoto divertente da raccontare ai miei nipoti.

4 - Ma era il caso di spenderci tutti quei soldi?!
Ecchiccazzo sei, il mio commercialista?
Anche perchè poi, parlano loro, tzè. 500€ di giubbotto, 300 di scarpe, un'auto da settemilardi di euro full-optional, presa rigorosamente in leasing, l'iphone, il povero chihuahua ritardato sotto il braccio. “Chiappa stretta e la griffe sulla borsetta”.

3 - Ma ti hanno fatto male?
Nooo, tranquillo. I tatuaggi li fanno con gli aghi, ma non fanno male...
Zero. Niente. Come un soffio, un bacino, la carezza di un angelo.
E poi prova a propinargli tutta la filippica sulla soggettività del dolore. Inutile come le mutande in un film porno.

2 - Che significato ha? (il classicone)
Nessuno. Nessun cazzo di significato poetico proveniente dal subconscio, caro il mio Freud della bassa.
Era un bel disegno e mi andava di tenermelo addosso. (e comunque anche se avesse un chissà quale intenso contenuto, mica lo verrei a dire a te, che sei profondo come i solchi tra i sanpietrini. E chitticonosce, vaffanculo, ciao.)

1 - E se poi te ne penti?
La madre di tutte le domande idiote.
E-se-poi-me-ne-pento, ciccia. Pace. Amen.
Mal che vada, passerò una vita in maniche lunghe.
Sarà comunque più interessante della tua.

domenica 9 settembre 2012

Top 10 - I peggiori individui che ti si potrebbero sedere di fianco al cinema

Se anche voi fate parte di quei perseguitati che al cinema, si siedono di fianco ad umani che è meglio evitare quando un film ve lo volete gustare sul grande schermo o se in realtà quelli irritanti siete VOI, vale la pena di scorrere questa lista.

10 - L'addormentato
Solitamente un anziano. Si reca al cinema alla ricerca di comfort, attratto dal clima accogliente e dalle poltroncine morbide. La palpebra cade dopo pochi minuti dall’inizio del film. Da quelle parti, dalle parti del dormiente, incomincia un concerto che può sfociare in sonore russate. Se lo avete a fianco tutti i rumori del “sonno” faranno da colonna sonora al vostro film.

9 - Il moralista
Baciapile e bacchettone. Commenta ogni scena o passaggio minimamente provocatori, dal sesso alla religione, indignandosi apertamente e, spesso, anche a voce alta. Se la scena può dar adito e vita ad un commento il moralista sarà il primo a parlare, il primo a sdegnarsi. A nome di tutti, senza (soprattutto) che nessuno gliel’abbia chiesto.

8 - Il critico
Detestabile intellettuale che, con atteggiamento da sapiente e piglio da addetto ai lavori, osserva il film. La versione deluxe del critico non si limita all’osservazione fine a sé stessa ma si cimenta anche in una recensione in corso d’opera. Critica formale durante, critica contenutista alla fine. Deleterio.

7 - Il reattivo
Di solito è una ragazza. Ha il vizio di saltare ad ogni colpo di scena, che sia un film horror (accompagnando il gesto con grida) o una pellicola romantica (esaltandosi ad ogni dichiarazione d’amore fra i due protagonisti con il classico "Ohhh"). Il fastidio aumenta ogniqualvolta il pathos diventa insostenibile e il nostro (o la nostra) si mette le mani davanti agli occhi affermando “Non posso vedere...”.

6 - Il vero appassionato
È andato al cinema a ripetizione negli ultimi tempi, esaltato dall’idea di vedere il suo film preferito milioni di volte. Ti ritrovi un vicino di poltrona di quelli insopportabili che, catapultato nell’estasi pura dell’invasato, inizia a ripetere le battute del film, pronto ad anticipare quelle che ancora devono arrivare, citandole o preannunciandole con formule del tipo “Ah adesso arriva quella parte bellissima...” o “il pezzo che sta per arrivare è emozionante…cioè non le dico nulla ma…”.

5 - Il commentatore
Commenta. Senza che il suo commento sia richiesto. Trascorre l’intero film a spiegare lo svolgimento, interpretare i passaggi, anticipare gli sviluppi, sviscerare la trama. Parla, sovrapponendosi al film stesso, rendendone odiosa la visione e insopportabile la sua vicinanza. Il suo problema principale? Non se ne accorge. Ritenendo di essere spettacolo nello spettacolo.

4 - Il Mastro Lindo
Si presenta come normale fino a quando le luci in sala non scendono. A quel punto si toglie le scarpe e ha la magnifica idea di appoggiare i suoi piedi dalle tue parti. Le ragazze accovacciandosi e ponendoli di lato, gli uomini stravaccandosi e usando la poltroncina davanti, ovviamente la tua, come poggia piedi. La fragranza che ti accompagna lungo lo svolgimento del film non la dimenticherete mai.

3 - L'affamato
La prima parte del film la trascorre a mangiare (sgranocchia rumorosamente patatine, caramelle e noccioline) e bere (il risucchio della coca cola, con la cannuccia, uno dei grandi classici fra i rumori da cinema). La seconda parte la passa a digerire quanto ingerito. Accompagnando il processo con rigurgiti e rutti. Alla peggio poi si alza per andare in bagno. In continuazione.

2 - L'agitato 
Sostanzialmente non si gode il film e rende insopportabile agli altri la visione. Non riesce a stare fermo sulla poltroncina perché pare quasi ci lotti. La battaglia nel rimanere immobile è persa quasi immediatamente.
Appena i trailer che anticipano il film finiscono e la pellicola per la quale hai sborsato 7 euro inizia, il tormento dell’agitato prende corpo. E andrà avanti fino alla fine. Variante all'agitato è il vicino con la tosse. Entrambi possono essere letali.

1 - Il malato di messaggi
Da quando le compagnie italiane “inventato” tariffe sms infinite (*) capitare, al cinema, di fianco a un “messaggiatore” è diventata un’esperienza tremenda. Cercare di seguire la trama, concentrarsi sui personaggi e intuire gli sviluppi è terribilmente difficile se il tuo vicino di poltroncina intraprende un'interminabile massaggiata e la condisce con rumori e risate a bassa voce. Riconoscibile dalla luce (dello schermo del cellulare) che rimane costantemente accesa.
(*) cosa buona e giusta dato che siamo uno dei pochissimi paesi al mondo che paga i messaggi, dato che nelle altre parti sono completamente gratuiti.

E secondo voi chi è il peggiore?

venerdì 3 agosto 2012

Top 10 - La teoria della foto profilo

La fotina-profilo di Facebook è la vendetta per tutte le carte d’identità in cui sembriamo dei criminali o semplicemente noi stessi quando avevamo 13 anni e la riga in mezzo. Ora, tramite il nostro quadratino di riconoscimento, possiamo finalmente scegliere il modo migliore per far capire agli altri ciò che siamo veramente: quanto siamo appassionati, quanto siamo belli dentro e fuori, quanto siamo unici. Il problema è che, nonostante su Facebook ci siano quasi un miliardo di utenti, metà delle foto profilo sembrano concepite da un’unica mente. E soprattutto, ciò che pensate di comunicare con la vostra immagine e quello che percepisce chi la guarda sono due cose totalmente diverse.

I GLOBETROTTER
Quello che vedete voi: Mentre eravate su Facebook ad ammazzare il tempo io sono stato qui, e ho fatto un sacco di cose fighe e interessanti di cui questa foto rappresenta solo una minuscola parte. Mi sono anche beccato l'influenza intestinale, ma ve lo racconto dopo perché ora devo tornare ad ammirare il ventre piatto che mi ha lasciato in eredità.
Quello che vedono gli altri: Quando mettere like alla pagina della Lonely Planet, riempire di puntini la mappa e denominare l'album della settimana a Londra "London Calling" non basta: e va bene, anche quest’anno siete andati in vacanza. A meno che siate boy scout adulti o accompagnatori turistici, però, scegliere una foto profilo in cui guadate un fiume su un elefante non darà alcun valore aggiunto al vostro nome+cognome. Ah, e lasciate in pace i bambini africani, non sono un'attrazione turistica.

L'AUTOSCATTO
Quello che vedete voi: Nessuno mi conosce meglio di me, e questa foto lo dimostra.
Quello che vedono gli altri: Triste retaggio di MySpace, soddisfazione della liceale e unica risorsa degli iscritti ai siti di incontri online, l'autoscatto è il re indiscusso delle foto profilo. Ormai è chiaro anche a vostra madre che non sono scatti rubati, e che passate davvero troppo tempo di fronte a Photo Booth.

PEZZI DI CORPO (altrimenti detta la sineddoche)
Quello che vedete voi: Ho gli occhi azzurri e sono un po' introversa, venite a scoprirmi / Vi chiedevate dove fossi stato in tutti questi mesi? Ero in palestra a procurarmi questi mostri di pettorali, cazzo / Indovinate chi si è fatto un tatuaggio?!
Quello che vedono gli altri: E quindi le tette/gli addominali sono l'unica parte decente del vostro corpo... Ok, meglio di niente.

PERSONAGGI FAMOSI
Quello che vedete voi: L'altro giorno ho visto Colazione da Tiffany / sentito Morrison Hotel / visto Il favoloso mondo di Amélie / guardato il video dei Die Antwoord / visto i gol di Balotelli contro la Germania e da allora la mia vita non è più la stessa.
Quello che vedono gli altri: Tanto tempo fa c'era un'attrice di nome Audrey Hepburn. Ora c'è un quadro-stencil che si compra da Ikea, migliaia di borse con sopra la sua faccia e la foto profilo di una persona sicuramente molto interessante e piena di spunti.

LE NEOMAMME
Quello che vedete voi: Sono la mamma più orgogliosa del mondo. Guardate che pupazzino! (E smettetela di fissare le mie smagliature! Ho avuto un figlio, io!)
Quello che vedono gli altri: Non avete ancora finito la prima confezione di latte in polvere che su Facebook è già comparsa la foto profilo di voi allattanti o del figlio dormiente. E se nei nove mesi che hanno preceduto il lieto evento ci avete tediato con status su nausee, visite ginecologiche e sensazioni, ora devono essere le immagini a parlare. Una puntualità simile si ritrova solo per le foto dei neolaureati, con la differenza che la depressione post parto colpisce solo una piccola percentuale, mentre a giudicare dai dati sulla disoccupazione quella post laurea ha molto più successo.

FOTO VINTAGE
Quello che vedete voi: Oggi mi sento nostalgico, dov'è finita la spensieratezza dei cinque anni? E i maglioni che mi mettevano, poi, sono troppo belli. Ero troppo carino da piccolo, no??
Quello che vedono gli altri: La foto scannerizzata e tagliuzzata è ottima per accaparrarsi like e commenti zuccherosi, ed è anche il modo più diretto per far capire che il vostro aspetto odierno non merita altrettanto.

I DJ
Quello che vedete voi: Ma quanto sono figo? In bianco e nero poi, il top.
Quello che vedono gli altri: Come se con gli inviti che riceviamo quotidianamente per partecipare all’ennesimo evento da voi organizzato non vi odiassimo già abbastanza.

FOTO SCATTATA DALL'AMICO SEMI-PRO
Quello che vedete voi: Figurati se voglio fare la modella, direi che ho di meglio da fare. Però quando il mio amico fotografo mi ha chiesto di posare per lui, non ce l'ho fatta a dirgli di no. Alla fine non sono venuta male, però.
Quello che vedono gli altri: Risulta piuttosto evidente che il vostro amico ci sta provando, a fare il fotografo. Ed è altrettanto evidente che se aveste un minimo di gusto, non vi sareste prestate a questo scempio fotografico, o meglio, lo avreste fatto lo stesso per amicizia, ma di sicuro quella foto non sarebbe finita dritta sul profilo. Troppo tardi.

OPERE D'ARTE
Quello che vedete voi: Che monotonia tutte queste foto di voi che cercate di fare i fighi, non vi crede nessuno. Il linguaggio dell'arte è universale.
Quello che vedono gli altri: Klimt se siete nostalgici o innamorati, Munch se volete fare gli spiritosi, Dalí se avete finito il liceo, nessuno vi rappresenta come un bel pezzo d'arte. Certo, avete il cuore spezzato e nessuna faccetta triste lo potrà dire bene come il cupo rigore orizzontale di un Rothko, ma vi assicuriamo che non state impressionando nessuno.

BADGE
Quello che vedete voi: Avere un saldo credo politico è un mio diritto, e lo voglio esercitare pienamente e in contrasto con questa massa di a-politici a-partitici nichilisti blasé che non hanno capito che la libertà è partecipazione. L’uomo è animale politico. Perciò odio gli indifferenti.
Quello che vedono gli altri: Sì, fategliela vedere, a quei barbari figli della alfa privativa!

martedì 26 giugno 2012

Top 10 - Le tipiche scuse da stronza, meglio note come i due di picche

10 - Non sei il mio tipo
Homer Simpson a questo punto direbbe: “d’oh!”. Prendete la frase così com’è. Un po’ sincera, un po’ banale. Tipo: Evviva gli stereotipi. Che cosa significhi poi, lo sanno solo loro donne. E in ogni caso, io che tipo sarei, scusa?
Stop. Non perdete tempo a individuare il tipo che interessa alla vostra lei (ehm.. almeno) per cercare di assomigliargli un po’. Non vi resta altro da fare: Siate voi stessi, in tutta la vostra "tipaggine". Sarete, si spera, il tipo della prossima.

9 - Lasciamo che le cose vengano da sé, non affrettiamo i tempi
Cazzata. Le donne se vogliono una cosa se la prendono e basta fregandosene del fato, della sorte e del destino. Testarde come sono c’è da valutare bene le alternative. Una mossa sbagliata e sei in scacco matto: ti guardi intorno, perdi il re e porti a casa un bel 2 di picche. Salva il re e più pedine possibili prima di farti mangiare del tutto. Serviranno per una prossima partita.

8 - Sono appena uscita da una storia lunga
Campanello d’allarme! Individuate le vie di fuga e aprite la porta di emergenza più vicina a voi. Questa è una scusa coi fiocchi. Non le piacete e basta. Uscite dal gioco immediatamente perché lei non vi considera affatto nemmeno come distrazione dalla sua pena d’amore finito. Non condannatevi da soli al patibolo. Levate le tende prima che lei demolisca le fondamenta del vostro sentimento.

7 - Volevo solo divertirmi
Ebbene si. Ci sono anche loro, le ragazze che fanno e disfano solo per fare e disfare. Probabilmente bambine disilluse che al posto di tutu’ rosa, bambole e Lelly Kelly preferivano Bull Boys e macchinine. O forse più probabilmente bambine che hanno fatto indigestione di confetti rosa, vestitini rosa, fiorellini rosa, bacini, elastichini, passeggini e cicciobelli. Che si sono rotte dell’ambiente roseo dell’amore e ora ziggano e zaggono a destra e a manca.
Se è così, se lo intuite, approfittatevene e tenete il cuore distante. Se invece è una scusa, tenete il cuore distante in ogni caso.

6 - Non penso possa funzionare, non vedo feeling tra di noi
Feeling. FEELING.
Abbandonate la sedia se siete seduti a un caffè con lei.
Spegnete il cellulare se ci state messaggiando.
Chiudete la chat se siete on-line.
Dietro la F, la doppia E, la L, la I , la N e la G la vostra lei nasconde dietro un bel “ non mi piaci affatto”.
Apprezzate la gentilezza della vostra dama che ha cercato di rendere la medicina meno amara rovesciando nel cucchiaio una soave parola inglese. Siate galantuomini, o meglio gentlemen, baciatele la mano e rispondete in un altrettanto sofisticato “bye bye”. Poi, dietro a questa coppia siamese di tre letterine, caricateci pure tutto il peggio significato che pensate.

5 - Non sono in cerca di una relazione stabile / fissa
La cazzata più grande di tutti i tempi. Tutte le donne sognano il principe azzurro, l’uomo che ha occhi e orecchie solo per loro. Se la vostra principessa sfodera questa frase è perché probabilmente una storia seria la vuole, ma sicuramente non con voi. I tempi non sono cambiati. Cenerentola e Biancaneve insegnano. Prendete il vostro Mercedes bianco e inserite la retro.

4 - Ho in testa un altro ragazzo
L’altro. Già. L’altro. Qui il gioco si fa decisamente più impegnativo: decidere se stare alle regole dettate dalla donzella in premio, barare o semplicemente ritirarsi?
Sicuramente vi siete accomodati al tavolo di un gioco di tattica. Rimane quindi solo da valutare le vostre capacità da pokerista, risikista o scacchista.

3 - Sono ancora innamorata del mio ex
Gli ex, ah che brutta razza! Quando ci sono di mezzo gli ex c’è da stare sempre in guardia! Se le vostre orecchie sentono queste parole c’è da valutare dunque bene quante carte son rimaste sul tavolo e la posta in gioco. Gli ex possono realmente occupare i pensieri della vostra “Lei”.
Quindi prima che lei scarti il favoloso 2 di picche, scartate prima voi tutti i fiori e cuori del vostro mazzo. Solo così potrete avere una possibilità. Ma se la vostra principessa usa l’ex solo come scusa, ahimè, non ci saranno né fanti né re che possano lottare a vostro favore.Ritiratevi in tempo. Suonate il corno, prima che sia lui a spuntarvi in testa.


2 - Sono presa da mille cose, non ho tempo per dedicarmi in modo serio ad una relazione
La peggiore delle scuse. Una donna non è mai troppo impegnata per fare quello che vuole e le interessa veramente. Quindi, amici miei, se venite dopo parrucchiere, palestra, estetista, manicure e pedicure, telefilm o skype mi dispiace per voi ma non ci saranno mazzi di rose, cioccolatini o lettere che tengano.
Ritiratevi in tempo. 

1 - Per me sei solo un amico
Eccola. E’ lei la vincitrice indiscussa di tutte le epoche ed ere umane e terrestri.
Probabilmente potessero parlare i pianeti, anche la Luna lo direbbe al Sole per poi andare subito a letto con Giove!
Bella, lucente, meravigliosa in tutto il suo splendore, non invecchia mai.
D’altronde Max Pezzali ci aveva avvisato già da tempo: “ La regola dell’amico non sbaglia mai”.
Incassate e andatevene. Da buoni amici.

giovedì 7 giugno 2012

Top10 - I peggiori infami con cui giocare a calcetto

La Serie A è un campionato per pochi eletti ma l’Italia, nazione innamorata del pallone, offre a tutti una possibilità. Il surrogato alle atmosfere create dal calcio si chiama calcetto. Tutti (o quasi) i maschi (di ogni età ed estrazione sociale) almeno una volta han calcato un campetto affrontando gli amici in un cinque contro cinque che per molti si è col tempo trasformato un appuntamento settimanale. Ma non sempre i compagni sono come li vorremmo.

10 - I Nicola Legrottaglie | I giocatori che si fanno il segno della croce
Atleti di Dio. Primatisti di convinzione. Religiosi. Entrano e toccano l’erba sintetica, poi portano le dita alla fronte e inaugurano la loro partita con un segno della croce. Dio, si sa, guarda le partite di calcetto.

9 - I David Beckham | I giocatori Glamour 
Scarpini ultimo modello, calzettoni stretti alle caviglie con il nastro, fascetta nei capelli. I David Beckham sono i personaggi che spendono, per una partita di calcetto fra amici in massima parte vestiti da muratori dei primi anni 50, una cifra prossima al monte ingaggi del Barcellona. Per loro ogni accessorio è fondamentale. Dalla borsa alle ciabatte, dal laccio dei pantaloncini ai parastinchi. Se scoprono un pelo superfluo, sul loro corpo da wannabe calciatore di serieA, predispongono un intervento d’urgenza. Sulle panchine dei campi portano la loro ragazza, hanno infatti bisogno di qualcuno che li ammiri. Se son forti niente da dire. Peccato che quasi tutti siano pippe.

8 - I Mario Balotelli | I giocatori che arrivano al campo in ritardo 
L’ora di affitto del campo dura un’ora. Non dura due ore. Se si gioca alle 9 si finisce alle 10. Peccato che ogni partita debba dipendere dai ritardatari, i giocatori che si presentano accumulando disumani ritardi, quelli che ogni settimana trovano il passaggio a livello abbassato, la gomma bucata o escono in ritardo dall’ufficio. Il loro divismo costringe il resto della banda ad iniziare una partita inconsistente, a 4 vs 5. Ogni persona sul campo li odia e dato che il giocatore di calcetto ha una sua etica chi arriva in ritardo sa già che verrà “punito”. Come? Subendo interventi alla Marco Materazzi.

7 - Gli Stefano Mauri | I giocatori a cui manca sempre un euro 
Sono quelli a cui, nello spiacevole momento in cui parte la raccolta soldi per l’affitto del campo, manca sempre un euro, due euro, cinquanta centesimi, cinque euro, il portafoglio. Da copione si scoprirà che bazzicano gli ambienti degli zingari e che sono pesantemente coinvolti nel calcetto scommesse.

6 - Gli Amauri Il giocatore-totem dell´attacco meglio noto come l'uomo in meno
Sono talmente deboli che il danno minimo lo procurano in attacco. Dopo le prime esibizioni in cui sono stati testati in difesa (nel calcetto decisamente più importante dell’attacco) con disastrosi risultati e tennistici parziali, di partita in partita vengono avanzati e diventano i totem dell’attacco. Probabilmente non si accorgono che l’evoluzione della loro posizione dipende soltanto da ragioni di opportunità e si autoconvincono di essere raffinatissimi artisti del pallone. Tutti i compagni di squadra li odiano. 

5 - I Marko Arnautovic | I burloni della squadra
Come riconoscere il burlone della squadra? Basta assistere all’ingresso in campo del team. Il Burlone è quello che sul completino ha fatto stampare il numero 69.

4 - Gli Zlatan Ibrahimovic | I giocatori che non vogliono mai andare in porta 
Nel 95% delle partite di calcetto disputate le compagini non dispongono di un portiere. Le poche squadre che ne hanno uno sono le più invidiate di tutte. Chi non può avvalersi di un numero1 è costretto ad adottare la tattica del “dai in porta giriamo”. Peccato ci sia sempre l’infame che in porta non voglia andarci. Misteriosamente i suoi turni fra i pali durano sempre meno di un minuto (chi mi dà il cambio che è una vita che sono in porta?).

3 - I Cristiano Ronaldo | I giocatori belli e impossibiliPerfetti. La preparazione alla partita, per i Cristiano Ronaldo, equivale al trucco e parrucco per una sfilata di convinzione. Negli spogliatoi indugiano davanti allo specchio. Caricano il ciuffo di gel e pompano gli addominali. Raggiungono un livello di concentrazione equivalente ad una semifinale di ritorno dal risultato incerto di Champions League. Entrano in campo in botta, fissando, con determinazione da ribelli del pallone, inesistenti telecamere. Peccato non ci siano i giornalisti di Sky a bordo campo.

2 - I Marco Tardelli di Spagna82 | I giocatori che hanno il coraggio di esultare
Appartengono al ramo dei convinti. Sono a tal punto calati nella parte e consapevoli (solo loro!) dell’importanza del match di quartiere che stanno disputando che se segnano hanno in tasca la coreografia per la rete. Ebbene sì, anche nelle più disgraziate partite di calcetto, anche nelle epiche repliche di scapoli e ammogliati, alcuni giocatori hanno il coraggio di esultare. In maniera pacata? Come gesto istintivo? Ma nemmeno per sogno! La cornice della sfida si trasforma nel Santiago Bernabeu, il “giocatore che ha il coraggio di esultare” si tramuta nell’eletto: baci all’anello come Raul, grida in direzione di (inesistenti) tifosi e telecamere, arepolanini alla Montella, mitragliette alla Batistuta, linguacce alla Del Piero, trenini in memoria di Igor Protti e Sandro Tovalieri, sambe brasiliane e chi più ne ha più ne metta.

1 - I Lionel Messi | I giocatori dell´altra squadra che hanno vinto tre palloni d´oro
Immarcabili. Ingestibili. Veloci, atletici, precisi, letali. Capitano sempre nell’altra squadra e ti inducono a pensare al perché! Per quale motivo l’incrocio fra Pelè, Maradona, Platini, Messi e Roberto Baggio, ha deciso di scendere in campo contro di te e di farti odiare con tutto (ma proprio tutto) il tuo cuore la tua preziosissima ora di calcetto settimanale?

domenica 8 aprile 2012

Agnello preparati

In questi giorni, come ogni anno in Quaresima, è molto acceso il dibattito sul mangiare o meno l'agnello a Pasqua. Durante l'anno non frega un cazzo a nessuno, ma a Pasqua guai chi li tocca. Mi ricorda un pò una citazione di House:
Assistente #18: Lei è ateo.
House: Solo a Pasqua e a Natale, tanto il resto dell'anno non è importante.
Quindi ecco 10 motivi per cui mangerò l'agnello a Pasqua.
  1. Perchè mia madre lo fa veramente fantastico.
  2. Perchè durante tutto l'anno mangio mucche, maiali e maialini, pecore, conigli, cinghiali, pesci di tutti i tipi, polli. Non mangiare l'agnello a Pasqua sarebbe una forma di razzismo, ed io non sono razzista.
  3. Perchè la Bibbia dice di mangiarlo: "Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che prende su di sé il peccato del mondo." E non sia mai che vada contro il volere di quel libro fantasy.
  4. Perchè se nessuno mangiasse più l'agnello, molte piccole aziende locali andrebbero a scatafascio, e molte famiglie finirebbero sul lastrico, ed in questo momento non è il caso.
  5. Perchè in Natura esiste la catena alimentare, il più piccolo viene mangiato dal più grande. E' così dall'era dei tempi e così sempre sarà, quindi mangiare l'agnello non è contro natura.
  6. Perchè non lo mangio solo a Pasqua, ma anche in altri momenti dell'anno. Non mangiarlo a Pasqua sarebbe da incoerenti, ed io sono una persona coerente.
  7. Perchè rispetto il tempo che la mia mamma passa a cucinare e rifiutarmi sarebbe un'offesa.
  8. Perchè non condivido, anzi non credo minimamente alla teoria per cui mangiare carne è dannoso per il nostro organismo. Mangiare chili di carne tutti i giorni può essere dannoso. Se non altro perchè siamo onnivori per natura, altrimenti saremmo stati degli erbivori.
  9. Perchè così ho sempre un argomento di conversazione con quei finti naturalisti che sono contrari senza motivo, o con motivi assurdi. Non capisco perchè si arrabbino con chi decide di mangiare l'agnello a Pasqua. Cos'è, la mucca e il maiale meritano forse meno rispetto?
  10. Perchè dopo un attenta analisi della questione non sono riuscito a trovare un valido motivo per cui non dovrei, e quindi fino a che ci sarà, continuerò a mangiare tranquillamente l'agnello a Pasqua e a dormire altrettanto tranquillamente la notte.