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giovedì 5 aprile 2012

Ipocondria canaglia

In queste due settimane ho letteralmente divorato 4 serie di House che avevo in arretrato. Di serie "mediche" ho sempre seguito di Grey's Anatomy, ma dopo aver saputo della futura chiusura del telefilm di punta della Fox ho deciso di rimettermi in pari per poter seguire le ultime in contemporanea. Solo che questa serie mi fa uno strano effetto: a volte mi sembra di avere un sacco di sintomi simili (non quelli tipo allucinazioni, cecità, sbalzi d'umore, o coma, ma i più "comuni").
Facendo una rapida ricerca sulla rete ho letto che i medical drama possono accrescere in modo esponenziale l’attenzione verso il proprio stato di salute, fino a favorire comportamenti ipocondriaci. Questo è quanto è emerso da uno studio statunitense condotto da ricercatori della University of Rhode Island.
A legare i serial medici e l'ipocondria, una ricerca dell'Università del Rhode Island, diretta dal professor Yinjiao Ye e pubblicata su "Mass Communication and Society": gli studiosi hanno messo sotto la lente 274 giovani adulti, osservando come si rapportassero ai telefilm e come tali programmi influenzassero la loro vita quotidiana. Per i ricercatori, tali programma agiscono come armi a doppio taglio: da un lato rendono più consapevoli dell'importanza della salute e della prevenzione, e questo è positivo. Dall'altro, però, possono provocare cattive interpretazioni e generare eccessive paure.
Detto altrimenti, alcuni spettatori guardano la TV in cerca di risposte facili e veloci. Questo bisogno, unito alla scarsa conoscenza della materia trattata, fa in modo che il soggetto si percepisca come invaso da malattie e germi letali.
Tuttavia, gli studiosi ammettono i limiti del lavoro, legati ai limiti numerici del campione, ma ritengono che le conclusioni possano essere valide anche su scala più ampia. Per usare le parole del professor Ye, "Questo gruppo di intervistati ha mostrato insoddisfazione, (però) ho il sospetto che se avessi studiato una popolazione più generale il malcontento sarebbe ancora più alto".

mercoledì 4 aprile 2012

Altri bevitori di sangue

Ieri sono stato costretto con minacce a guardare The Vampire Diaries. Per chi (fortunatamente) non sa ancora cosa sia, ve lo riassumo.
La vicenda si svolge nella anonima cittadina di Mistyc Falls apparentemente insignificante, dove la gente sparisce e muore dissanguata. La cosa viene considerata normale e archiviata come "attacchi di animali", quindi se avete in mente di andare in campeggio è il posto giusto per voi.
La protagonista è una ragazzina di nome Elena, probabilmente diretta discendente della famosa Elena di Troia. La ragazza è da poco rimasta orfana e, in risposta alla sindrome di abbandono, si aggira puntaulmente in luoghi sempre più allegri e stimolanti quali i cimiteri e cripte abbandonate. Incontra un nuovo ragazzo (dopo aver scaricato il suo ex, Matt, con la solita scusa "la colpa è solo mia") di nome Stefan Salvatore; è un tipo tenbroso, affascinante, insomma quella sferzata di normalità di cui Elena ha bisogno.Inoltre sembra che Stefan non solo sia affetto da miopia di stadio avanzato (oltre una lacrimazione di sgradevolissimo colore cacca), non solo tiene in ostaggio un suo parente nel vecchio Manicomio di famiglia ma, ha un fantastico fratellino maggiore sadico di nome Damon. Mentre Stefan sembra la reincarnazione del ben più noto Edward Cullen, il fratellino Damon ha uno spiccato carattere vivace che ricorda molto più Dracula, per non parlare della faccina da serprente che lo fa assomigliare in maniera sospetta a Voldemort.
E questo è solo il pilot. Mi immagino cosa potrà accadere nelle prossime due puntate (obbligato a vedere pure quelle).

martedì 3 aprile 2012

NO alla censura degli anime

Tempo fa parlavo di censura negli anime. Oggi riprendo il discorso e faccio qualche esempio delle censure fatte alla versione italiana.
In molti anime destinati ad un pubblico al di sopra dei 14 anni non è raro trovare scene vagamente erotiche. Anche se sono molto rare scene di sesso esplicito in un anime, si trovano spesso episodi in cui si vedono nudi o seminudi di personaggi femminili, o in cui i personaggi si scambiano semplici effusioni. Queste sequenze sono generalmente tagliate ove possibile, anche allungando o ripetendo sequenze contigue. Esempi di censure di questo tipo si trovano in alcuni episodi di Occhi di gatto, Il mistero della pietra azzurra e Dragon Ball, ma soprattutto in Ranma ½. Un caso eclatante è forse quello della serie È quasi magia Johnny, in cui è stata censurata la scena di un bacio tra i protagonisti, nonostante questa sequenza sia presente tra quelle che compongono la sigla italiana dell' anime.
In altri casi sono state censurate scene in cui i personaggi muoiono o si feriscono vistosamente, e scene in cui subiscono graffi o ricevono schiaffi. Ad oggi questi tagli, molto diffusi negli anni 90 e nei primi anni 2000, sono stati diminuiti, tuttavia rimangono delle eccezioni: ad esempio, in One Piece spesso viene cambiato il colore del sangue per renderlo più scuro, in Naruto talvolta su alcune scene particolarmente violente è stato applicato l'effetto negativo per sovvertire i colori, anche se di recente hanno smesso di fare ciò, rendendo, dunque, ben visibile il colore originale del sangue. A partire dagli anni 90, nella maggior parte degli anime trasmessi sulle reti Mediaset, la parola morte e i verbi morire, uccidere e ammazzare vengono sostituiti in sede di doppiaggio con termini più blandi, ovvero «eliminare», «fare fuori», «sparire» o «andare all'altro mondo», come nel caso delle tre serie di Dragon Ball, One Piece e Naruto.
Un esempio celebre di dialoghi aggiuntivi si trova nella serie I Cavalieri dello zodiaco dove i dialoghi, oltre ad essere rimaneggiati, sono stati anche aggiunti quando i personaggi restano in silenzio (da notare che l'adattore dei dialoghi Stefano Cerioni spiegò che molti "stravolgimenti" erano anche dovuti al fatto che i copioni su cui lavoravano erano molto lacunosi). Un altro caso famoso è Dragon Ball: in genere la voce narrante dovrebbe commentare solamente all'inizio e alla fine dell'episodio, mentre i personaggi avversari durante un combattimento dovrebbero studiarsi in silenzio (per aumentare la tensione), invece nell'adattamento italiano vengono aggiunte riflessioni di pura fantasia. Ciò accade anche quando ad alcune scene sono legati eventi culmine, come un rapporto sentimentale o un avvenimento tragico o violento. Queste sono manovre che alterano, in modo a volte non marginale, quanto voluto trasmettere dall'autore.
In questi casi i dialoghi sono spesso modificati per adattarli a precedenti tagli o modifiche. Questo fatto a volte, si trasforma, secondo molti spettatori, in una vera e propria offesa verso il pubblico, in quanto è come dire che gli spettatori non sono capaci di seguire l'anime. Come nel caso dell'ultimo episodio di Sailor Moon, dove si sente la voce di un personaggio spiegare la battuta di Usagi (Bunny), che non aveva capito cosa le avesse appena detto l'amico Seya; questo fatto viene ritenuto irrispettoso verso il telespettatore, perché lo mette allo stesso livello della protagonista. Tenendo conto poi, che le persone che seguono attentamente l'anime, per quanto piccoli possano essere, capirebbero subito la situazione anche senza l'aiuto del narratore. Inoltre, la voce fuoricampo copre spesso anche alcune scene dove si sente una musica o dei rumori in sottofondo.
Come nel caso dell'anime di re Artù, dove in una scena silenziosa di otto secondi, si vede un panorama che mostra un villaggio tranquillo con il solo sibilare del silenzio. Nella versione italiana, invece, tale silenzio viene coperto dalla voce del narratore, che evidenzia come la calma del luogo porti a sentire persino il debole rumore del vento. Tale discorso, però, copre lo stesso vento, rendendo il suo commento totalmente privo di senso.

giovedì 22 marzo 2012

The River: There's Magic Out There

Arriva la primavera e le serie tv iniziano a salutarci tutte pian piano. Ieri mi sono goduto al massimo l'ultimo episodio di The River. Un telefilm che consiglio a chi ha astinenza di Lost, e soprattutto a chi piace quella sensazione di ansia stile The Walking Dead s1. Purtroppo però non ci sarà una seconda serie. La tv americana è cinica: se non fai ascolti vieni cancellato, senza possibilità di replica.
Vi illustro brevemente la trama, per chi avesse voglia di vederlo. Il noto esploratore Emmet Cole, famoso per i suoi programmi televisivi naturalistici, è scomparso da alcuni mesi in Amazzonia. Il figlio Lincoln e la moglie Tess organizzano un squadra di ricerche. A finanziare tutto questo sarà l'ex produttore di Cole che filmerà tutte le ricerche in stile documentaristico.
Già solo il trailer (The River Trailer Italiano) mi piacque a tal punto da guardare 4 episodi in una notte.
Una delle peculiarità più interessanti è il metodo utilizzato per riprendere. La serie infatti è concepita come una sorta di reality/documentario, quindi le riprese risultano sempre come se fossero amatoriali.
Col senno di poi questo è stato un anno nero per le serie prodotte da Steven Spielberg. Terra Nova era stato  il telefilm più atteso della stagione (tv-series più costosa della storia della tv americana) è stato un flop disumano ma auspicabile dopo aver visto solo le prime puntate. Ma The River a mio avviso meritava una seconda possibilità oltre che per la trama (particolare ed alternativa), anche e soprattutto per la concorrenza che aveva. Nella sua stessa fascia oraria la CBS manda in onda NCIS:LA (11mil di spettatori in media) e la FOX New Girl (6mil), telefilm già affermati e con un buon pubblico. Se una mini serie come The River tiene botta con 5mil di media, si potrebbe rinnovare tenendola sempre come mini serie.

SPOILER: (non leggete se non avete visto il season finale)
Nonostante la cancellazione, il finale può reggere. Il duello fra Emmet e la Boiuna si conclude in modo che lui non possa più fuggire da lì, o almeno queste sono le intenzioni dello spirito. Anche se gli osservatori più attenti avranno notato una cosa: ogni episodio si apre con la scritta "Questo è il messaggio che ci hanno lasciato.." Ciò vuol dire che la serie sarebbe dovuta finire probabilmente con la morte di tutto l'equipaggio e con il successivo ritrovamento dei nastri. 
Speriamo utopisticamente nel rinnovo. Chi l'ha visto sa che.. There's magic out there.

Il Vostro
El Colgado

domenica 26 febbraio 2012

Carestia di idee

Immagino che capiti a chiunque abbia un blog un blocco di idee. Soprattutto se con se stessi si è preso l'impegno di mettere qualcosa almeno ogni giorno. A me scoccia lasciare un giorno vuoto, ma finché potrò cercherò di aggiornarlo il più possibile.
L'illuminazione per un post può venire dal nulla, ma anche da una cosa che magari avete davanti tutti i giorni e non ve ne rendete conto. Anche se l'effetto flash è il migliore a mio avviso.
Da grande fan di serie tv, ho capito che ascoltare bene i dialoghi non è un puro passatempo, ma può essere utile anche ad ampliare il proprio vocabolario e soprattutto la propria cultura generale. In questo momento mi viene in mente una serie su tutte: i Simpson, la miglior serie animata mai fatta e senza dubbio la più copiata. A questa serie devo molte citazioni e molte definizioni di cose che non avevo mai sentito prima, e per curiosità sono andato a cercare per capirle meglio. Escludendo le ultime serie che puntano sulla comicità pura o al significato forte, perdendo tutto ciò che ha reso questa serie la migliore mai creata.
Tornando al discorso centrale, oggi ho avuto molte idee sul cosa scrivere guardando White Collar, che nonostante sia infondo un film poliziesco, ha dei protagonisti che a volte citano frasi celebri di opere del passato. Oggi sono stato folgorato da un aforisma di Orson Wells. Ma ormai il post di oggi è fatto, perchè scrivere altro?
Il Vostro
Peter Burke